Date: Wed, 2 Nov 2011 06:54:31 -0700 (PDT)
From: Geoffrey Shelby <geoffreyshelby@yahoo.com>
Subject: Giulio - gay male - non english

Giulio.

Mi presento.

Mi chiamo Geoffrey e sono nato da genitori senegalesi 37 anni fa. mia madre
è morta di parto e sono stato adottato da una coppia di medici stranieri
che all'epoca lavoravano presso la struttura dove sono nato.

Vivo in una grande città e i miei si sono trasferiti nel loro paese di
origine lasciandomi nella città dove sono nato e cresciuto. Ci sentiamo
spesso.

Sono laureato in lettere e ho due grandi passioni: i libri e il karate. Ho
una piccola libreria nella città vecchia: i miei me l'hanno regalata prima
di tornare nel loro paese. Ho lavorato in questa libreria da quando avevo
15 anni e poi, quando il proprietario si è ritirato abbiamo deciso di
comperarla assieme all'appartamento sovrastante. La libreria è famosa per i
libri antichi e quelli fotografici e il negozio è strutturato con un
soppalco dove, a richiesta, i clienti possono visionare i testi più antichi
che non sono in vendita.

Concludo la mia presentazione con qualche dato: sono alto188 cm e peso 84
kg, la mia pelle è nera non marrone o cioccolato ma proprio nera.


Un pomeriggio uggioso di ottobre entrano in libreria 4 ragazzi. Li osservo
perchè sono molto atratto da ragazzi e ragazze giovani: un'altra mia
passione. L'età del gruppetto direi intorno ai 14 anni, due sono ragazzi,
una sicuramente una ragazza il quarto non saprei: capelli lisci lunghi
sciolti oltre le spalle, molto magro, veste jeans sformati e clarks, una
felpa. Penso una ragazza.

Girano un po per la libreria e sfogliano qualche libro, li sento ridere
qualche volta. Poi si avvicinano al bancone e mi chiedono se ho dei libri e
mi danno autori e titoli, uno alla volta. li ho tutti e glieli porto. Poi
tocca a quella che penso sia una ragazza. Da vicinio ancora non mi so
decidere. Mi chiede di un libro che non ho. La voce non è bassa come quella
degli altri due ragazzi. Dico che posso averlo in un paio di giorni. Mi
chiede se lo può prenotare.

Dico "Certo, che nome metto?" Risponde "Giulio". E' un ragazzo. Mi lascia
il numero del cellulare così lo posso avvisare via sms quando arriva.

Dopo 3 gironi il libro arriva e lo informo via sms.

Nel pomeriggio quando apro la libreria è fuori ad aspettare. Entra e chiedo
se è tanto che aspetta. Poi prendendo il libro chiedo che classe frequenta,
poi dico "hai 14 anni quindi" e lui risponde arrossendo "no 13".

Paga il libro e poi mi chiede se può guardare in giro se c'è qualche libro
che gli interessa. Gli dico di fare come se fosse a casa sua.

Senza farmi notare troppo guardo cosa guarda e vedo che sembra interessato
a libri fotografici: gira per la libreria ma poi torna sempre allo stesso
scaffale. Incuriosito lo osservo e scopro che prende più volte un libro di
fotografia lo sfoglia brevemente e poi lo ripone. In libreria adesso ci
sono diversi clienti ma noto che prende il libro e lo sfoglia per poi
rimetterlo giù almeno 6 volte. Dopo circaun ora passa per la cassa, chiede
il suo libro, mio saluta ed esce.

Dopo pochi giorni lo vedo rientrare in negozio. gira per gli scaffali ma
torna puntualmente allo stesso libro: un libro fotografico di figure
maschili. Mi sorprende un po' perchè il libro non è neanche lontanamente
erotico e ci saranno in tutto al massimo una ventina di foto di giovani o
uomini a torso nudo.

Poi passa per la cassa e mi chiede di un altro libro. Non ho neanche questo
e glielo ordino. Poi chiaccherando un po' gli chiedo se gli piacciano i
libri di fotografia e, arrossendo come un pomodoro, mi dice di si. Gli dico
che sono un fotografo anche io e chiedo se gli piacerebbe fare il
fotografo. Mi risponde che non sa.

Dopo pochi giorni arriva anche il secondo libro e lo avverto via
sms. Questa volta sperando che arrivi presto come l'altra volta, apro
mezz'ora prima ed infatti è fuori che aspetta.

Lo faccio entrare e gli dico che vado a prendergli il libro, intanto lui
gira per la libreria. Quando torno con il libro è davanti allo stesso libro
di sempre. Mi avvicino e decido di chiedergli se è particolarmente
interessato a quel libro visto che ho notato che lo guarda spesso. Prima mi
dice di no, poi quando gli faccio notare che è un bel libro di fotografia
ammette che gli piace abbastanza: è rosso come un peperone mentre lo dice e
ride mostrando l'apparecchio.

Gli dico che se vuole può prenderlo ed andare a sfogliarlo con comodo di
sopra e gli indico la saletta di lettura del soppalco. Lui è sorpreso ma
accetta. Prende il libro e mi segue, apro il cancelletto che accede alla
scala e lo faccio salire. Dopo circa un'oretta scende e mi ringrazia. Gli
dico che può tornare quando vuole e poi gli chiedo: "allora vuoi fare il
fotografo?" risponde ancora di no. Così mi viene da dire: " e cosa allora?
Il modello?" lui arrossisce e mi dice: "boh, magari". E prendendo il libro
in chiaro stato di agitazione esce senza neanche salutarmi.

Non lo vedo per circa una settimana e mi dimentico di lui. Poi un
pomeriggio piovoso lo vedo entrare. Viene verso il banco e mi
saluta. Chiedo come va e noto che sembra in attesa di qualcosa. Allora
provo con un: "Vuoi vedere ancora quel libro?" lui risponde magari così gli
dico di andarlo a prendere e lo accompagno di sopra. Accendo la luce e poi
rischiando decido di chiedergli qualcos'altro. Gli dico che ho degli altri
libri di quel genere e chiedo se vuole vederli. Annuisce. Allora gli spiego
che solitamente gli autori preferiscono o le figure femminili o quelle
maschili. Lui cosa preferisce? Mi dice che non sa, che gli fa lo
stesso. Gli faccio presente che per me non è un problema portargli o uno o
l'altro basta che mi dica, è una questione di gusti, dico. Farfuglia
maschili e io rispondo "maschili allora, anche iopreferisco quelli". E gli
porto un libro fotografico erotico ma privo di nudi.

Dopo un'oretta circa scende con il libro e lo appoggia sul bancone. Chiedo
se gli è piaciuto e luui, sempre rosso in viso, mi dice
"tantissimo". Rispondo :"quando vuoi sono sempre qua". Saluta ed esce.

Il pomeriggio seguente è di nuovo fuori della porta quando
apro. Chiaccheriamo un po' poi chiedo cosa è venuto a fre di bello. Mi dice
che vorrebbe rivedere il libro di ieri e lo faccio accomodare di
sopra. Resto a chiaccherare un po perchè in negozio non c'è nessuno e
questa volta è lui a parlare. Mi dice che gli piacciono molto questi libri
e che gli piacerebbe fare foto così. Io chiedo di nuovo se vuole fare il
fotografo e lui mi guarda e mi risponde "no. Il modello". Sono piuttosto
sorpreso e gli rispondo che non è facile perchè è molto giovane. Mi dice
che nel libro ci sono un paio di foto di un ragazzo più o meno della sua
età e io gli faccio notare che comunque per farle ci vuole il permesso e la
presenza dei genitori e chiedo: "i tuoi sanno di questa tua passione? Ti
lascerebberofare delle foto?" mi rsponde "no non lo sanno e sicuramente non
mi lascerebbero".

Gli dico che io conosco dei fotografi che hanno lo studio in città e che se
vuole posso chiedere. Mi dice: "mi piacerebbe molto ma quanto costa?" poi
scuote la testa e mi dice "no tanto non mi lascerebbero mai". Entrano dei
clienti e lo lascio di sopra con il libro. Dopo uin po scende e mi consegna
il libro. Non riesco a non chiedergli "ma ti piacerebbe fare il modello per
vederti nei giornali?" e lui mi risponde "ma no mi piacerebbe vedere come
vengo in foto ma non foto normali, da modello, in posa". So che sto dicendo
qualcosa che non dovrei dire ma non riesco a trattenermi e gli dico "senti,
sono un fotografo anche io e ho lo studio di sopra, qualche foto te la
farei ma non deve saperlo nessuno altrimenti è un guaio".

G- Davvero lo faresti?

io- a patto che non lo sappia mai nessuno, ti faccio le foto, le guardiamo
e poi le buttiamo via.

G-ci stò. ci stò. sei un grande.

io-va bene vedremo come fare allora, a proposito mi chiamo Geoffrey, Jeff
per gli amici

G-ok Jeff

Ed esce. Sembra eccitato. Poi dopo pochi minuti rientra e mi chiede

G-quando?

io-quando cosa?

G-per le foto, quando le facciamo?

io-non so, dovresti venire quando la libreria è chiusa, prima
dell'apertura. Non so quando esci da scuola a che ora potresti venire?

G- dalle 2 in poi solo di martedì e giovedì perchè gli altri giorni ho
rientro.

io-beh oggi è martedì, anche giovedì se vuoi.

G-ok alle 2 allora?

io-si va bene alle 2. Però devi entrare dalla porta sul lato della libreria
dopo la vetrina nel vicolo accanto. C'è solo un campanello comunque c'è
scritto Shelby.

Nei due giorni che mi restano preparo la saletta per le foto: ci sono 2
divani, le luci, alcune sedie di diverso tipo e una serie di tende di
colori diversi per gli sfondi. Sopra la libreria la casa si sviluppa in
altri due piani. al primo piano ho uno studio, un bagno e una sala per le
foto con tutta l'atrezzatura, al secondo piano un altro bagno, la cucina e
la camera da letto.

Giovedì alle 2 meno dieci suona il campanello.

Apro senza chiedere chi è, guardo giù per le scale, lo vedo e gli dico di
salire.

io-ciao sei arrivato presto

G-si.

io-sei eccitato per questa cosa? delle foto?

G-parecchio

io-ok stai tranquillo, magari non ti piace come vengono

G-speriamo di si invece

Lo faccio entrare nella sala e gli spiego cosa facciamo: una serie di
scatti in varie pose e atteggiamenti, con qualche accessorio diverso. Mi
cheide che accessorio e io gli faccio vedere dei cappelli, sciarpe,
occhiali da sole, cinture. Poi ci sono delle giacche, e qualche felpa. Vedo
che è agitato così propopngo di bere una coca-cola e intanto gli faccio
vedere le luci, gli sfondi e come funzionano.

gli dico di togliere il giaccone e di metterlo sull'attaccapanni poi gli do
una coca e lo faccio sedere sul divano.

Mi siedo davanti e gli chiedo se è sicuro che vuole farlo e che il patto è
che non lo sappia nessuno. Mi dice di si.

Così inizio a scattare in poco più di un'ora riempio due schede di memoria
e lo fotografo con varie felpe e giacche, con e senza cappelli vari, con e
senza occhiali, sciarpe e quant'altro in varie pose lasciandolo per lo più
sceglierle a luui e mi accorgo che deve averci pensato un po' perchè prende
pose come i modelli nelle foto di moda. Dopo un po si sente evidentemente a
suo agio e si muove in maniera più naturale e molto effeminata, anche nelle
pose prende più atteggiamenti femminili che maschili.

finita la seconda scheda gli dico che abbiamo finito. Mi sembra un po'
sorpreso e anche deluso. Gli chiedo se c'è qualcosa che non va e mi
risponde niente. Insisto e allora mi dice che pensava che facessimo anche
delle foto tipo in maglietta o senza.

chiedo se vuole davvero farle e mi dice "si come i modelli del
libro". Prendo un'altra scheda e gli dico va bene ma solo un poche. In
realtà gliene farei una montagna.

Chiedo cosa ha sotto la camicia e mi dice "canottiera". Gli dico ok tolgi
la camicia e facciamo degli scatti. Dopo venti minuti anche la terza scheda
è piena. In tutto il"servizio fotografico" sono stato attento a non
avvicinarmi a più di 2-3 metri da lui e non l'ho mai toccato: gli suggerivo
come mettersi e per lo più lo lasciavo scegliere. Si riveste e gli chiedo
se vuole passare martedì pomeriggio a vedere le foto. Lui è abbastanza
deluso perchè sperava di poterle vedere prima ma gli faccio notare che non
possiamo certo guardarle mentre la libreria è aperta. Sta per uscire quando
mi dice che se sono libero può venire anche domenica pomeriggio. Gli dico
di si e ci accordiamo per le 2.

La sera scarico tutte le schede nel mio Mac e scarto quelle che non sono
venute bene. poi mi guardo quelle prese in canottiera: ho fatto diversi
scatti delle sue ascelle perchè ero curioso di capire a che punto dello
sviluppo fosse.

Neanche nei più spinti ingrandimenti sono in grado di vedere dei peli sotto
le sue ascelle e deduco che non li abbia ancora sviluppati perchè mi sembra
strano che un ragazzo di 13 anni si depili l'ascella.

sabato pomeriggio passa in negozio e mi conferma che il giorno seguente può
venire.

la domenica pomeriggio piove a dirotto e penso che non venga causa il tempo
pessimo. Invece alle 2 esatte suona il campanello. E' abbastanza fradicio e
lo invito a togliere le scarpe e a mettere un'altra felpa scegliendo tra
quelle della sala. poi ci sediamo vicini di fronte al Mac e inizio e fargli
vedere le foto lasciando qualche commento sulle pose che ha preso e come
potrebbe migliorarle. sfogliamo abbastanza velocemente le foto e dopo circa
mezz'ora abbiamo terminato. Chiedo se gli sono piaciute e mi dice di si.

G-ma possiamo farne delle altre?

io-di foto?

G-si

io-se vuoi si

G-adesso?

io-ma vuoi farle oggi? adesso?

G-si dai nn ho niente da fare questo pomeriggio

io-beh magari io si

G-ah ok scusa mi dispiace, niente allora

io-dai che scherzo, facciamone un'altro po' ok?

G-si ok. come le facciamo?

io-non so sei tu il modello

G-possiamo farme ancora tipo quelle con la canottiera?

io-ma vuoi fare foto erotiche? a 13 anni?

G-magari!!!!

io-vabbè solo qualcuno però

io-fai te quello che vuoi, io scatto, aspetta che alzo il riscaldamento.

Giuliosi toglie la felpa e anche la camicia. Poi si toglie anche la
canottiera e rimane a torso nudo. Prende un foulard e inizia a metetrsi in
posa.

E davvero splendido. Molto magro e con una pella bianchissima, non ha un
pelo a parte i capelli lunghi e lisci che gli scendono sulle spalle.

Quando si gira sembra una ragazzina e le sue movenza sono decisamente
effeminate. Faccio fatica a stare concentrato e a scattare mi piacerebbe di
più guardarlo e basta.

Finisco una scheda e ne prendo un'altra.

G-Jeff?

io-dimmi

G-mi piacerebbe fare delle foto senza jeans

io-sei pazzo?

G-perchè?

io-sei u pò piccolo per queste cose tu, senza contare che per me c'è invece
la galera...

G-dai mi sono anche messo le mutande sexy

io-sei fuori? cosa intendi?

G-quelle della Levis con l'elasticone alto. Dai per piacere solo un po' poi
le cancelliamo come le altre.

In realtà non vedo l'ora e quindi dico

io-solo un po'

Si gira e si avvicina alla sedia e si slaccia la cintura e si sfila i
pantaloni. Poi si gira e viene verso la luce delle lampade.

Mi nascondo dietro la macchina e inizio a scattare ma in realtà non capisco
più niente: indossa uno splendido modello di slip Levis con elastico alto,
bianchi con bordi grigi. Resto sorpreso dalla deimensione di quello che si
intravede sotto gli slip: a dispetto del suo tardivo sviluppo sembra avere
un sesso di dimensioni adulte.

Mi fermo perchè è diventato rosso come un pomodoro e gli chiedo che pose
preferisce prendere. Mi dice che non sa, lo vedo molto impacciato e decido
di aiutarlo

io-capisco che non sia facile farsi fotografare in mutande ma rilassati non
è un problema stai tranquillo. Se vuoi rivestirti non è un problema

G-no no ok, è che non l'ho mai fatto, ma lo voglio fare. cioè mi va bene

io-tranquillo se cambi idea vestiti

G-nono ok cosa devo fare? come mi metto?

io-prova a sederti sulla sedia

io-incrocia le gambe, adesso aprile, fai cadere la sciarpa giù verso gli
slip

G-così?

io- no non così, fai im modo che la sciarpa copra gli slip così sembra che
tu non li abbia, è più erotico

G-capito, così va bene?

io-si, ancora un po' a destra, perfetta

G-li devo togliere?

io-cosa?

G-gli spli

io-Giulio, vuoi fare delle foto nudo?

G-no sai scherzavo, poi magari ti fa schifo

io-per quello no sei un bel ragazzo ma non credo che tu le voglia fare

G-io le farei

io-se vuoi toglierli levali.

Così si alza, si gira dandomi la schiena e si sfila gli slip. Il suo sedere
è semplicemente fantastico: bianco piccolo e sembra sodo, molto alto e
rotondo. Poi si gira e rimango stupefatto. In mezzo alla gambe ha un
bellissimo pene di dimensione adulte, completamete rilassato, non
circonciso e decisamente grosso e si appoggia superandoli in lunghezza su
due testicoli che cadono in uno scroto pendente. Sopra l'attaccatura del
pene ci sono solo alcuni peli neri, tanto pochi da poterli contare.

Lui è rosso e chiaramete imbarzzato ma non fa niente per nascondere la sua
nudità.

io-Giulio sei veramente bellissimo.

G-dici davvero

io-si davvero, sei fantastico

Metto giù la macchina e mi avvicino a Giulio. Ormai non capisco più
nulla. Sono davanti a lui e indicando il pene chiedo

io-posso?

G-si

lo prendo in mano e gli scopro il glande, perfetto con il suo filetto che
lo tiene legato alla pelle che lo scopre, improvvisamente lui si sblocca e
il suo membro inizia e prendere vita: in un'attimo è eretto e pulsante, il
glande si gonfia e risulta essere decisamente largo, mentre con una mano
faccio sclivolore su e giù la pelle con l'altra gli massaggio i piccoli
testicoli che trovo dentro uno scroto molto grande, giudico che il suo pene
sia sui 16 centimetri e decisamente non ho mai visto un pene così grande su
un ragazzino a questo stadio di sviluppo. Vedo che le gambe gli tremano e
si lascia sedere sul divano. Mi siedo anche io e sempre masturbandolo gli
chiedo se gli piace, mi risponde "tantissimo" e mentre lo dice sento la mia
mano che si bagna e capisco che è già venuto. Lo abbraccio e stiamo un po
così sul divano, abbracciati e distesi. Poi cerco di alzarmi ma lui mi
chiede di restare. Gli faccio notare che rischiamo di sporcare il divano e
lui mi supplica. Allora gli chiedo se vuole venire su in camera mia. Mi
dice di sì. Lo prendo in braccio e lo porto di sopra in camera. Lo appoggio
sul letto e guardandolo ancora eccitato gli chiedo se devo spogliarmi anche
io. Fa sì con la testa. Io mi tolgo la polo e poi indicandogli i pantaloni
gli dico "il resto me lotogli tu". Lui si avvicina e mi slaccia la cintura,
apre la zip e poi mi abbassa i jeans che sono stretti e si portano via
anche i boxer così il mio giocattolo compare alla vista. Lui resta come
bloccato a guardarmi: le mie radici senegalesi oltre alla pelle nera come
la notte mi hanno anche dato un lungo e largo pene che non è mai stato
circonciso e che misura 23 centimetri e largo così tanto che Giulio non
riesce a toccarsi le punta delle dita quando lo prende in mano.

Mi spoglio completamente e mi infilo sotto il lenzuolo con Giulio che mi si
accoccola addosso. Lo accerezzo ovunque e soprattutto il suo fantastico
sedere mentre sento una mano che mi esplora e si chiude intorno al mio pene
eretto.

io-ti piace?

G-si, posso vederlo da vicino

io-fai quello che vuoi mi scopre e si avvicina con il viso al mio pene

G-ma è enorme

io-no solo grande e comunque il tuo è grande altrettanto considerando che
hai solo 13 anni.

io-hai già fatto qualcosa di sesso magari con i tuoi amici?

G-no mai è disteso sul letto con la testa verso i miei piedi

io-ti piacerebbe se te lo prendessi in bocca?

G-penso di si mi avvicino al suo pene eretto e lo infilo nella mia bocca,
lo sento irrigidirsi un attimo, poi si rilassa e capisco che gli piace
quello che sto facendo. Poi senza dire nulla sento che si muove sul letto e
poi sento qualcosa di caldo e umido che mi prende il glande e capisco che
me lo ha preso in bocca anche lui.

lo giro in modo che sia sopra di me con le gambe piegate e iniziamo un
lungo 69. Quando sento che lui si sta avvicinando all'orgasmo lo sfilo
dalla bocca per poi riprenderlo quando si è calmato un attimo mentre lui
continua a leccarmelo e a succhiarmelo come se fosse un
professionista. Intanto con le mani gli esploro il culetto e ogni tanto
passo un dito sul suo buchetto senza però tentare di penetrarlo. Poi sento
che stà arrivando e lo lascio eiaculare nella mia bocca: due piccoli
schizzi che assaporo. Poi arriva il mio turno e gli dico di toglierlo dalla
bocca e di farmi schizzare sulla pancia, lui sembra non sentire. Gli dico
allora che sto per venire e che se non vuole che gli venga in bocca di
farmi schizzare sulla pancia. Lui non smette e io eiaculo una quantità
incredibile di sperma nella sua bocca: sono sempre molto abbondante ma
questa volta supero me stesso inondando di sperma la sua bocca e facendolo
tossire un po'. Non riesce a degluitirlo tutto e un bel po' gli esce dalla
bocca e si deposita sulla mia pancia glabra. Rimane per un po' con la
faccia nel mio inguine fino a che lo giro e me lo prendo tra le braccia e
gli chiedo se gli è piaciuto o no. Mi risponde di si e che vuole farlo
ancora un sacco di volte.