Date: Sat, 20 Feb 2016 17:33:38 +0100
From: solostran1978 <solostran1978@gmail.com>
Subject: Rifiuti Umani-5

Disclaimer: This story is fiction. All persons depicted are just
names, all actions are fiction. It deals with sex between consenting
males. Any person under 18 or if you find this type of story
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[Encounters][Non-English]

Arrivato a casa Petru ricevette un SMS da Luca: gli chiedeva se stesse
bene. Sua madre, come al solito, gli aveva lasciato la cena sul
tavolo. Decise di farsi una doccia. Spogliandosi vide che sulla felpa
erano rimaste delle macchie. Si spogliò e mise tutto nella lavatrice.
Dopo essersi lavato andò in camera e prese un paio di boxer. Si
sentiva ancora eccitato per quanto era successo. Guardò la banconota
da 50 euro che gli aveva dato Antonio. Non sapeva se sentirsi offeso o
contento. Accettare quel denaro equivaleva ad ammettere di aver fatto
sesso a pagamento. In fondo non ci trovò nulla di male. Entrambi si
erano divertiti e per quanto lo riguardava era pronto a rifarlo.

[***]

Amir tornò dal fratello con il denaro. Evitò di dirgli che l'italiano
gli aveva offerto un extra, se si fosse fatto succhiare l'uccello.
Come promesso Murad gli diede parte della somma per il disturbo. Prima
di salutarlo però gli disse che ci sarebbero state altre consegne.
Amir, stringendo in mano i soldi, valutò la situazione. Opporsi
significava il disastro. Era certo che il video sarebbe finito nelle
mani dei genitori e la sola idea gli faceva venire la nausea. Senza
contare cosa avrebbero pensato i suoi unici amici: Luca e Petru. Annuì
senza dire niente, tanto sapeva che non sarebbe servito a nulla. Murad
gli consegnò un vecchio Nokia con il quale tenersi in contatto.
[***]

Luca ricevette la risposta di Petru in tarda serata. Gli scrisse
soltanto che il giorno dopo sarebbe venuto a scuola. Dopo aver
scoperto cosa era successo alle scarpe, aveva passato il pomeriggio
pensando a cosa fare. Non sapeva se far finta di niente o se trovare
il modo di dirgli che sapeva. Ignorando quale reazione potesse avere
Petru, preferì lasciar perdere. Quella sera i suoi genitori erano
usciti a cena con dei colleghi della banca. Lui fu ben felice di
apprendere che non era richiesta la sua presenza. Dopo aver mangiato,
decise che era il momento perfetto per "consacrare" le scarpe nuove.

Andò in camera e dopo essersi spogliato le indossò. Si guardò allo
specchio a lungo, spostando i piedi in diverse posizioni. Calzavano
davvero bene, peccato che fossero ancora nuove. A differenza di sua
madre a lui le scarpe da ginnastica piacevano vissute. Per quello
aveva scelto un modello in pelle, così con il tempo sarebbero apparsi
i segni dell'usura. La prossima estate, un po' più rovinate e con i
pantaloncini corti, sarebbero state perfette. Fece partire uno dei
suoi video preferiti, dove due ragazzi facevano sesso con una bionda.

Lei dopo aver succhiato l'uccello di entrambi, si faceva penetrare da
uno mentre con la bocca dava piacere all'altro. I due poi si
cambiavano di posto, finché il più muscoloso si metteva dietro
all'altro e iniziava a penetrarlo. Quella sequenza scatenava le sue
fantasie più morbose. I due corpi che si muovevano all'unisono, i
muscoli lucidi di sudore e cosa più importante: i loro gemiti.
Sembrava che quello in mezzo stesse godendo come un pazzo. Quella
doveva essere l'apoteosi del piacere. Fare sesso con una donna mentre
ti stimolano la prostata. Verso la fine del video, quello più giovane
si sdraiava sulla schiena. L'altro gli afferrava le gambe e riprendeva
a scoparlo, mentre la donna sopra di lui gli prendeva in bocca l'asta,
offrendogli la passera da leccare.

Luca si masturbava cercando di catturare ogni dettaglio. Spinse
indietro la sedia e appoggiò i talloni sulla scrivania. Voleva avere
una visuale completa del video e delle scarpe. Alzò il volume, tanto
in casa non c'era nessuno. Mentre con la mano sinistra si toccava
l'organo, con l'altra accarezzava i testicoli gonfi e duri. Fece
scivolare le dita più in basso sino a sfiorare l'ano. Una scossa di
piacere gli attraversò la colonna vertebrale.

Dato che conosceva il video a memoria rallentò il ritmo. L'orgasmo del
tizio muscoloso non si fece attendere. Dopo essergli venuto dentro, si
inginocchiava e allargandogli le natiche iniziava a leccare e
succhiare il buco. Il momento in cui anche l'altro sarebbe esploso si
stava avvicinando. Si tolse la scarpa destra, l'interno odorava ancora
di nuovo. Ci infilò l'uccello facendo sfregare la parte superiore
contro il glande. Regolando il ritmo con il video, riuscì a eiaculare
in contemporanea.  Come da copione si rimise la scarpa. Dopo un po'
cambiò video e ripeté la cosa usando la scarpa sinistra.

[***]

Nelle settimane successive i tre amici ebbero meno occasioni di
vedersi. Il più delle volte Amir diceva di avere da fare e li salutava
usciti da scuola. Luca e Petru cercavano di mantenere il solito
trantran, salvo le volte in cui anche Petru spariva senza dare
spiegazioni. Accorgendosi che suo padre non si vedeva da un po', gli
chiesero se c'era qualche problema. Petru, solo dopo molte insistenze,
raccontò cosa era successo. Luca e Amir si convinsero che il suo
comportamento ancora più strano fosse dovuto a quello.

Tuttavia, con il passare del tempo Luca iniziò a notare una cosa
strana. Prima era lui quello che non aveva mai problemi di soldi.
Quando andavano al cinema o a prendersi qualcosa, spesso era lui a
offrire. Sapeva che le loro famiglie non se la passavano bene ed era
contento di dividere con loro ciò che aveva. Ora entrambi avevano
sempre soldi in tasca e spesso erano loro a pagare per lui. Inoltre
Petru si era tagliato i capelli a spazzola e da qualche tempo
frequentava una palestra.

Luca decise di iscriversi nella stessa palestra. Così poteva passare
più tempo con l'amico. Usò come scusa il fatto che i suoi dicevano
sempre che non faceva abbastanza esercizio fisico. Dovette insistere
un po', perché la palestra si trovava in periferia, vicino a casa di
Petru. Quando sua madre lo accompagnò per iscriversi, rimase sconvolta
dal tipo di persone che la frequentava. Per lo più stranieri e
meridionali. La prima volta che si cambiarono nello spogliatoio, Luca
vide che l'amico aveva iniziato anche a radersi il pube. Cercando di
sembrare il più naturale possibile, fece una battuta al riguardo.
Petru gli rispose che così si sentiva più a suo agio.

In palestra c'erano altri ragazzi che avevano l'abitudine di farlo ma
per lo più si trattava di fissati. Gente che passava il tempo a
parlare di pesi, massa muscolare ed esercizi. Alcuni erano così grossi
da sembrare una massa di palloncini e a Luca quel tipo di muscolatura
non piaceva.

Per contro alcuni avevano dei corpi spettacolari, tanto da
assomigliare a Brad Pitt in "Fight Club". Ecco, quello era il tipo di
fisico che voleva. Lo disse a Mauro: uno degli istruttori. All'inizio
l'aveva preso in giro, dicendogli che forse dopo 100 anni ce l'avrebbe
fatta. Poi gli aveva dato un piano di allenamento mirato allo scopo.
In passato, durante gli allenamenti di calcio, Petru cercava di
rimanere nudo il meno possibile. Le prime volte andò a cambiarsi in
bagno. Ora rimaneva nudo davanti a tutti senza il minimo imbarazzo.

A volte Luca aveva l'impressione che ci provasse gusto. Capitava che
uscendo dalla doccia, anziché usare l'asciugamano per coprirsi
un'erezione, lo teneva sulle spalle. Quel suo modo di comportarsi,
ignorato dai più, aveva catturato l'attenzione di due che ogni tanto
si vedevano in palestra. Due italiani del sud, venuti in città per
studiare all'università. Ascoltando i frammenti delle loro
conversazioni, Luca aveva scoperto che erano coinquilini. Pur non
avendo mai mostrato comportamenti strani, da come si atteggiavano
l'uno con l'altro, sembrava che fossero ben più che amici.

Petru sembrava più maturo e Luca iniziò a guardarlo con occhi diversi.
Ostentava una sicurezza e una carica virile che lo faceva sentire un
po' a disagio. Iniziò a chiedersi quale trasformazione fosse avvenuta.
Forse dipendeva dal fatto che suo padre se ne era andato. L'amico non
era mai stato uno di molte parole ma se prima imputava la cosa a una
certa lentezza di cervello, ora sembrava che quei silenzi fossero
voluti. Per quanto cercasse di non ammetterlo, iniziava a provare
qualcosa di strano nei suoi confronti.

Quando gli chiedeva aiuto per finire un esercizio, capitava che i loro
corpi si toccassero. In passato, durante gli allenamenti di calcio, la
cosa non aveva mai creato problemi. Ora, alla lunga, gli provocava
un'erezione. Una volta era andato nei bagni della palestra a
masturbarsi, perché non riusciva a farsela passare. Senza volerlo o
forse sì, guardando il video dei due uomini con la ragazza, iniziò a
immaginare che fosse Petru quello dietro al giovane. Il transfer
avvenne in maniera spontanea e senza procurargli grandi turbamenti.

Nel giro di poco tempo divenne una fantasia fissa e così comprese la
natura del suo disagio. Si rese conto di esserne attratto. Luca avuto
già avuto delle esperienze sessuali con delle ragazze. La prima fu a
quindici anni con una turista olandese, incontrata durante una vacanza
studio. Eppure da tempo era intrigato dal sesso omosessuale ma non
aveva mai avuto il coraggio e l'occasione di provare.

Si ricordò quello che era successo alle Adidas che aveva lasciato
nella camera dell'amico. Ripensando a quell'episodio e ora che Petru
sembrava così cambiato, tornò a valutare l'idea di dirgli tutto.
Chissà, forse avrebbe trovato anche il coraggio di rivelargli la sua
attrazione fisica. Pensava che fosse una cosa che doveva sapere. Erano
amici e gli amici, quelli veri, non si nascondono nulla.

[***]

Amir sentiva di condurre due vite separate. La mattina e la sera, con
amici e famiglia, era quello di sempre. O almeno cercava di esserlo. I
pomeriggi in cui suo fratello Murad gli chiedeva di effettuare delle
consegne, si sentiva alla stessa stregua di uno spacciatore. Gli
capitava di incontrare ogni genere di persona. Per lo più gente della
sua età, anche se a volte erano più grandi. La maggior parte aveva
scritto in faccia: sono un tossico dipendente. Il problema era che
ogni volta aveva il cuore in gola. Prima per paura di essere scoperto
dalla polizia con la droga in tasca, poi perché temeva di essere
derubato del denaro.

Un giorno uno dei ragazzi che lavorava per Murad, un italiano sui
vent'anni, era stato rapinato da dei balordi. Amir era arrivato al
solito magazzino vide che i due amici del fratello l'avevano
malmenato, fino a fargli uscire il sangue dal naso. Poi lo portarono a
forza in un'altra stanza. Quello che accadde dopo fu anche peggio.
Amir sentì dei suoni inequivocabili. I due lo stavano costringendo a
fare sesso. Murad gli spiegò che era il minimo che potesse fare, per
ripagare quanto aveva perso.

Capitava anche che alcuni gli proponessero favori sessuali al posto
del pagamento. Lui rifiutava sempre, sia che si trattasse di uomini o
donne ma intuì che era una pratica usuale. Evidentemente a suo
fratello, quel tipo di clientela piaceva. Un giorno incontrò Hussein,
un medio orientale che non aveva i soldi per pagare. Vestiva
esattamente come lui: tuta Adidas e Nike Blazer Mid ma di colore
grigio. Arrivato al luogo dello scambio, lo vide avvicinarsi con le
lacrime agli occhi.

Farfugliava cercando di spiegargli perché non poteva pagare. Amir che
già aveva la nausea per la paura di essere arrestato, capì solo che un
tizio non aveva mantenuto la promessa. Anziché pagarlo, lo aveva
lasciato in mezzo alla strada. Gli ci volle un bel po' per comprendere
la situazione. L'altro continuava a ripetere che se non fosse tornato
a casa con la roba, suo cugino l'avrebbe picchiato o peggio. Mosso da
compassione e per tagliare corto, decise di dargli comunque il
pacchetto. Ci avrebbe pensato lui a pagare.

Dovette ripetergli più volte che non c'erano problemi, perché Hussein
sembrava un disco rotto. Quando finalmente capì, gli prese la mano e
iniziò a baciarla. Estremamente imbarazzato, Amir cercò di liberarsi
dalla stretta. Preso dall'euforia del momento, Hussein allungò una
mano e lo accarezzò tra le gambe.

"Fratello, lascia che ti ringrazi."

Oltre al gesto, fu l'espressione lasciva di Hussein a disgustarlo.
Cazzo avrà avuto uno o due anni più di lui e già si comportava come
una puttana. Senza contare che, dopo aver capito non doveva pagare, le
lacrime erano scomparse del tutto. In quel momento tutta la
frustrazione che provava per la situazione e per dover avere a che
fare con quel tipo di persone, prese il sopravvento. Lo guardò con
espressione cattiva e disse:

"Ho cambiato idea. Vieni con me."

Hussein lo seguì senza fare domande. Dopo tutto era stato lui a
offrirsi di "ringraziarlo" e comunque Amir ancora non gli aveva dato
nulla. Andarono nei bagni pubblici della stazione, un posto lurido
dove la maggior parte degli urinari era fuori uso. Proprio per questo
i viaggiatori preferivano quelli del bar. Entrarono nella toilette dei
portatori di handicap, l'unica che ancora aveva il chiavistello
funzionante e chiuse la porta.

"Inginocchiati."

Hussein ubbidì incurante del fatto che le piastrelle fossero bagnate e
lerce. Amir sorrise malignamente: era quello che si meritava. Si
abbassò i pantaloni della tuta e tirando fuori l'uccello flaccido, gli
ordinò di leccarlo come un cane. Sentì la lingua sui testicoli e poi
sull'asta.

Mentre nello scantinato con Murad aveva chiuso gli occhi, ora era
deciso a godersi tutta la scena. Dopo poco il suo organo diventò duro,
allora gli afferrò la testa e iniziò a scopargli la bocca. Hussein
appoggiò le mani sul pavimento, cercando di non cadere indietro.

Più lo sentiva gorgogliare e più si eccitava. In particolare godeva
nel tirarlo fuori e vedere la saliva schiumosa colargli dal mento.
Prese a schiaffeggiargli la faccia con l'asta, per poi rimettergliela
in bocca. Il modo con cui se ne stava lì a bocca aperta, aspettando di
succhiarglielo, lo rese ancora più rabbioso. Gli sputò in bocca più
volte, dandogli della troia succhia cazzi. L'altro non si ribellava,
anzi, sembrava piacergli.

Perse il controllo quando vide che nonostante tutto, Hussein si era
infilato una mano nei pantaloni della tuta e si stava masturbando.

"Ma allora sei proprio una troia schifosa! Spogliati!"

Tenendo le scarpe, Hussein si denudò. Amir provò una punta di invidia.
Oltre a una muscolatura ben più definita della sua, aveva anche un
cazzo più grosso. Inizialmente aveva pensato di sodomizzarlo. Forse
era anche quello che l'altro si aspettava, visto che si era messo mani
contro al muro, ma cambiò idea.

"Sdraiati sul pavimento!"

Dovette ripeterglielo più volte, arrivando a minacciarlo di non dargli
più nulla. Hussein fece come voleva e lui, usando il piede destro,
iniziò a schiacciargli il sesso contro l'addome.

"Ti piace così? Sei un frocio di merda!"

Sentire la suola della scarpa premere sul sesso eretto di quella
puttana, gli dava una sensazione di potere incredibile. Hussein cercò
di scostargli il piede, in tutta risposta Amir aumentò la pressione.

"Che cazzo fai!? Vuoi che ti prenda a calci nei coglioni?"

L'altro mollò la presa. Amir si stava godendo ogni instante. Vedeva
sul volto dell'altro delle smorfie di dolore, o almeno così sperava.
Aveva deciso di umiliare quello schifoso succhia cazzi a tutti i
costi. Più si lamentava e più violentemente sfregava la suola contro
l'uccello.

Eccitato come non mai si toccò l'organo. Venne quasi istantaneamente.
Lunghi filamenti di sperma finirono sulla faccia e sul petto di
Hussein che con la bocca aperta cercava di intercettarli. Amir, preso
dalla frenesia, raccolse con la suola parte della sua stessa
eiaculazione.

"Ti piace la sborra?"

Gli spinse la punta della scarpa in bocca.