Date: Sun, 8 May 2016 16:58:48 +0200
From: solostran1978 <solostran1978@gmail.com>
Subject: Rifiuti Umani 6

Disclaimer: This story is fiction. All persons depicted are just
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[Encounters][Non-English]

Gli incontri tra Petru e Antonio si fecero più frequenti. In poco
tempo passarono da una a tre volte la settimana: il lunedì, il
mercoledì e il venerdì pomeriggio. Si davano appuntamento da qualche
parte e poi con la macchina andavano in un luogo isolato. Il copione
era sempre lo stesso: l'italiano gli succhiava l'uccello e lui lo
ripagava masturbandolo. Ispirandosi ad alcuni video, aveva iniziato a
radersi il pube e tagliarsi i capelli a spazzola.

Avvertiva il desiderio di prendere in bocca l'organo di Antonio ma in
macchina era impossibile. Forse intuendolo, un giorno l'italiano
decise di cambiare programma. Vedendo che non erano diretta fuori
città, chiese dove stessero andando.

"Oggi andiamo a casa mia, così staremo più comodi."

Antonio abitava in un bel condominio con tanto di giardino.
Parcheggiarono nell'autorimessa. Quando le porte dell'ascensore si
aprirono, Petru vide un pianerottolo più grande di camera sua.
L'appartamento era arredato con mobili moderni dall'aria costosa.

"Vuoi qualcosa da bere?"

A quella domanda smise di guardarsi intorno con aria smarrita. Antonio
andò in cucina e prese una birra da un frigorifero a due sportelli.

"Fai come se fossi a casa tua."

Gli diede la bottiglia aperta e poi andò in bagno. Petru si sedette
sul divano di pelle e mentre beveva, continuò a guardarsi intorno.
Oltre a un televisore al plasma, vide uno stereo e un portatile molto
costoso, uno di quelli della Apple. "Fai come se fossi a casa tua".
Ripensando a quella frase si rese conto che lui, quelle cose in casa
non le avrebbe mai avute. Sua madre faceva due lavori e a fatica
riusciva a pagare i conti. Di certo non gli avrebbe mai comperato un
televisore o un computer come quelli. Ogni tanto gli dava dei soldi
per uscire con gli amici, pochi euro di cui lui oltre tutto non aveva
bisogno ma di certo non poteva dirglielo. Lei gli avrebbe chiesto
spiegazioni.

Antonio tornò senza camicia. Era la prima volta che lo vedeva mezzo
nudo e ciò che si era immaginato, non era poi tanto diverso dalla
realtà. Aveva una muscolatura sviluppata anche se non definita.
L'unica traccia di peluria era una sottile striscia scura lungo
l'addome che scompariva sotto i jeans. L'italiano gli prese la
bottiglia dalle mani, ne bevve un sorso e poi l'appoggiò su un
tavolino di vetro.

"Alzati."

Una volta uno di fronte all'altro, si rese conto che Antonio lo
sovrastava di una spanna. Non ci aveva mai fatto caso. Gli tolse la
felpa e iniziò ad accarezzargli le braccia e il petto. Rispetto ai
loro incontri precedenti, basati unicamente sul sesso orale, ora c'era
qualcosa di più intimo. Poi accadde qualcosa di inaspettato: Antonio
lo baciò. Era la prima volta che qualcuno lo baciava. Si ritrasse
istintivamente ma l'altro non aveva alcuna intenzione di demordere.
Non sapendo cosa fare, cercò di rispondere al bacio come meglio
poteva. Il contatto fisico, le carezze e il continuo baciarsi
sciolsero quel po' di ansia che provava.

Sentì le labbra carnose staccarsi dalle sue e scendere lungo il collo.
Antonio, dopo avergli baciato entrambi i pettorali, si soffermò su un
capezzolo. In Petru stava crescendo l'eccitazione e con essa il
desiderio di fare sesso. Voleva quelle labbra sul suo buco e poi,
perché no, sentire dentro di lui quell'organo su cui aveva tanto
fantasticato. Le mani di Antonio scivolarono lungo i fianchi, sino ad
arrivare all'elastico della tuta. Dopo aver inturgidito il primo,
passò all'altro capezzolo. L'erezione di Petru pulsava come se fosse
stato un secondo cuore.

"Vieni, andiamo in camera."

Gli girava la testa e così decise di sedersi sul bordo del letto.
Antonio lo spogliò e poi gli rimise le Nike.

Infilandosi tra le sue gambe, finalmente gli prese in bocca il membro.
In macchina lo faceva sempre con foga, come se avesse fretta di
concludere. Ora invece, forse perché non c'era rischio che qualcuno
potesse vederli, tutto si svolgeva con estrema calma.

Guardò la propria immagine riflessa nello specchio a parete. Era come
essere in un video porno, dove però lui era il protagonista. Vedere
Antonio, inginocchiato tra le sue gambe, aveva qualcosa di ipnotico.
Non ci volle molto prima di sentire la punta toccargli il fondo della
gola. I mugolii iniziali si tramutarono in gemiti. In macchina si era
sempre trattenuto per paura che qualcuno potesse sentire.

Le dita che prima gli stavano massaggiando i testicoli, iniziarono ad
accarezzargli la parte tra l'ano e lo scroto. Lì dove si accumulava
tutta la tensione. Gli sembrò di morire. L'italiano, con navigata
esperienza, riuscì a prolungare il suo piacere sino a portarlo al
limite. La pressione dei polpastrelli si fece più intensa e lui
accompagnò l'orgasmo con un grido. Antonio si rimise in piedi
sfilandosi i jeans. La sua asta sembrava fatta di roccia.

Calciò via i pantaloni e sdraiandosi sopra di lui, prese a sfregare il
proprio corpo contro il suo. Petru sentiva il sesso dell'altro premere
contro il linguine. Le loro labbra si toccarono nuovamente e lui
avvertì il sapore del suo stesso sperma. Accettò il frutto del suo
orgasmo senza alcuna esitazione. Ormai era deciso ad andare sino in
fondo.

Il sesso di Antonio era qualcosa di fantastico. Prima lo aveva baciato
più volte, lasciando che le labbra sfregassero contro il glande. Poi,
non riuscendo più a resistere, lo aveva preso in bocca. I gemiti
dell'italiano non facevano altro che accrescere la sua eccitazione.
Facendo attenzione a non tossire, cercò di guadagnare un centimetro
alla volta. Lo fece scivolare un po' più in fondo ma dovette
trattenere un conato di vomito.

"Sdraiati sulla schiena."

Antonio si alzò in piedi e lui si sdraiò con la testa oltre il bordo
del letto, senza curarsi del fatto che indossava ancora le scarpe. In
quella posizione l'organo scivolò nella gola con maggior facilità. Lo
sentiva ansimare mentre, muovendo lentamente il bacino, cercava di
farlo entrare tutto. Quando fu pronto spinse a fondo. Petru sentì la
gola dilatarsi e per qualche istante gli mancò il respiro.

Cercando di non farsi prendere dal panico, si costrinse a rilassarsi e
la cosa lo aiutò a superare il disagio iniziale. Ogni movimento di
Antonio era lento e calcolato. Chiuse gli occhi e con la mano iniziò
ad accarezzarsi il sesso che stava tornando duro. Il respiro di
Antonio si fece pesante.

"Sto per venire."

Aprì gli occhi e vide il glande coperto di saliva schiumosa a pochi
centimetri dalla faccia.

"Perché ti sei fermato?"

La sua voce era un leggermente roca. L'altro si chinò baciandolo
un'altra volta, poi riprese a scopargli la bocca. Man mano che si
avvicinava al climax, i movimenti si fecero più decisi. Petru cercò di
controllare il disagio provocato dal glande che si spingeva in
profondità.

"Oh cazzo..., oh cazzo.."

Con un gesto rapido Antonio lo tirò fuori ed eruttò un fiume di sperma
sul petto e l'addome di Petru, poi si sedette sul bordo del letto per
riprendere fiato. Vedendo che il sesso dell'italiano era ancora
eretto, si inginocchiò davanti a lui e lo prese nuovamente in bocca.
Nei cinque minuti successivi Antonio fu in sua balia. L'organo, reso
sensibile dalla recente eiaculazione, lo faceva godere e soffrire allo
stesso tempo.

Petru ignorò le sue suppliche, deciso a farlo venire una seconda
volta. Con la mano lo toccò nello stesso punto, dove prima era stato
toccato lui e senza tante cerimonie cercò di risalire sino all'ano.
Antonio rialzò il bacino facilitandogli l'accesso. Usando la saliva
che stava colando lungo lo scroto, si inumidì le dita e prese a
sfregarle contro il buco. Dopo molte insistenze lo sentì cedere e vi
infilò l'indice. L'interno era umido e caldo. Descrivendo un cerchio
cercò di allargarlo. Antonio fu scosso da un brivido di piacere che lo
mandò in estasi.

[***]

Luca aveva messo le sue vecchie scarpe sulla scrivania e mentre si
masturbava, continuava a pensare a Petru che ci aveva eiaculato sopra.
Era prossimo a venire, così ne prese una e l'avvicinò al volto. Senza
pensarci la leccò. Fu un'esperienza intossicante. Diresse la propria
eiaculazione sulla tomaia e con la mano la spalmò su tutta la
superficie. Quando fu il momento di andare in palestra era ancora
umida. Senza curarsene, le infilò nella borsa. Quella sera avrebbe
visto Petru e gli avrebbe detto tutto.

Arrivò in palestra e dopo essersi cambiato indossò le sue vecchie
Adidas. Entrò nella sala pesi e vide che c'era poca gente. L'amico
arrivò con circa mezz'ora di ritardo. Lo guardò attentamente nella
speranza di cogliere una qualche reazione e in effetti gli parve che
fosse un po' in imbarazzo. Cercò di essere il più naturale possibile:

"Ciao, pensavo che non saresti venuto."

"Ho fatto tardi."

Era abituato all'assenza di spiegazioni e così, senza dirsi altro,
iniziarono il loro piano di allenamento. La sequenza era simile,
perciò si trovarono spesso a usare la medesima postazione. Non volendo
cambiare comportamento, si offrì di assisterlo negli esercizi. Come da
copione, ogni volta che aveva un contatto fisico con lui, provò un
senso di eccitazione che ben presto si tradusse in un'erezione.
Diversamente dal passato, notò che anche Petru stava avendo una
reazione. Quando fu il suo turno di stendersi sulla panca, non poté
fare a meno di notare che la tela dei suoi pantaloncini era tesa.
Anche perché quando era in palestra, aveva la brutta l'abitudine di
non portare gli slip. Luca decise di non fingere. Fissò lo sguardo
insistentemente, sperando di scatenare una reazione. Fu deluso dal
fatto che l'altro continuava a fissargli le scarpe.

[***]

Il pomeriggio con Antonio non era finito come sperava. Petru moriva
dalla voglia di avere un rapporto completo, ma l'italiano iniziò ad
accampare un'infinita serie di scuse: la differenza di età, il fatto
che si conoscevano da poco e così via. Capì che era inutile insistere
e ne fu molto deluso. Prima di lasciarlo davanti alla palestra,
Antonio gli disse che ci avrebbe pensato. Una volta entrato nella sala
pesi, vide che Luca, a differenza del solito, indossava le sue vecchie
Adidas e si sentì a disagio. La palestra aveva delle regole abbastanza
severe, nella sala pesi non potevi indossare scarpe che erano state
usate per strada e Luca non era il tipo da infischiarsene.
Era più forte di lui, non riusciva a distogliere lo sguardo e cosa
ancora più importante era ancora terribilmente eccitato. Quando fu il
momento di aiutare Luca alla panca, la sua erezione era più che
evidente. Sperando che l'amico non se ne accorgesse, fissò lo sguardo
sulla prima cosa che gli capitò a tiro: le scarpe.

"Questa sera hai da fare?"

Le parole di Luca lo fecero quasi sobbalzare.

"No, perché?"

"Pensavo che potremmo prenderci qualcosa d'asporto e mangiarla da te.
Ti inviterei a casa mia, ma la tua è più vicina e i miei sono a casa."

"E poi come torni?"

"Beh, posso sempre prendere l'autobus o un taxi."

Petru era combattuto. Da un lato gli piaceva l'idea di avere
compagnia, la sera era costretto a cenare da solo perché sua madre
lavorava ma aveva pensato a un altro programma: tornare a casa e
masturbarsi davanti a un bel video porno.

"Tranquillo, se non hai voglia non fa nulla."

Decise di aspettare la fine dell'allenamento per dargli una risposta.
Una volta nello spogliatoio vide che Luca, a differenza del solito,
dopo essersi spogliato non andò subito nel box doccia e nonostante
avesse un'erezione non faceva nulla per nasconderla. Il suo organo
semi eretto era un po' più piccolo del suo, ma lo scroto che penzolava
era di una forma perfetta. I testicoli erano sodi e gonfi.
Istintivamente distolse lo sguardo per paura di essere notato.

"Cosa c'è? Ti imbarazza vedere un cazzo in tiro?"

Luca entrò nel box doccia senza attendere una risposta. Petru aveva
una voglia matta di masturbarsi. Si diresse verso l'altro box doccia.

"Allora? Questa sera?"

"Ok."

Aveva risposto senza riflettere. Mentre era sotto la doccia, pensò a
Luca e al fatto che per quanto cercasse di nasconderlo, ogni volta che
erano in palestra aveva sempre il cazzo in tiro. Il suo comportamento
di poco prima gli fece venire dei dubbi. Per un istante gli balenò
l'idea che forse era lui l'oggetto di quel continuo stato di
eccitazione.
Quando uscì dalla doccia lo vide seduto sulla panca mentre finiva di
asciugarsi. Diede nuovamente una rapida occhiata all'organo tra le sue
gambe e si vestirono senza parlare. L'amico rimise le stesse scarpe
che aveva usato durante l'allenamento. Uscendo uno degli istruttori
gli lanciò un'occhiataccia.

"Lo sai che non si dovrebbe fare."

"Sì è vero, ma tanto è solo per questa sera."

"Perché?"

Petru aveva lanciato l'amo, sperando che l'amico abboccasse ma Luca
aveva pianificato le sue mosse fin troppo bene per cascare nella
trappola. Lungo la via si fermarono a prendere due pizze d'asporto e
una volta arrivati a casa di Petru mangiarono guardando la
televisione. Durante la cena parlarono della scuola. Un argomento che
in realtà a entrambi interessava poco. L'unico evento eccitante
durante l'anno scolastico era la gita.

"Hai già deciso con chi dividerai la stanza?"

Petru non ci aveva pensato.

"Non penso che potremo scegliere."

"La professoressa di italiano ha detto di sì, basta che glielo
facciamo sapere prima di partire."

"Ok."

"Ok, cosa?"

"Ci penserò."

"Potremmo stare in stanza assieme."

"Volendo."

"Perché, c'è qualche problema?"

"No, va bene."

In quel momento iniziò a squillare lo smartphone di Petru. Era sua
madre che come tutte le sere, chiamava per assicurarsi che fosse tutto
a posto. Era ciò che Luca stava aspettando. Con la scusa di lasciargli
un po' di privacy, fece cenno verso la sua camera e disse sotto voce
voleva guardare una cosa su Internet. Arrivato in camera socchiuse la
porta e accese il computer. La scrivania di Petru era dall'altro lato
della stanza, si assicurò che dalla porta si potesse vedere il
monitor. Poi caricò il video porno che tanto lo eccitava.

[***]

Dopo aver salutato la madre Petru sentì dei gemiti. Capì subito che
provenivano dal suo computer: Luca stava vedendo un video porno. Non
solo in palestra si era comportato un po' da stronzo, ora anche
questo. Si diresse con passo deciso verso la camera e scostò la porta.
Rimase a bocca aperta. La prima cosa che vide fu l'amico seduto alla
scrivania. A parte le Adidas era completamente nudo. Poi il suo
sguardo si spostò al monitor, dove c'erano due uomini e una donna. Uno
era sdraiato sulla schiena e l'altro lo stava penetrando con vigore.
Nel frattempo la donna e quello che veniva sodomizzato erano impegnati
in un 69. Rimase sulla soglia ipnotizzato.

"Ti piace?"

L'amico si girò, mettendo in bella mostra l'organo lucido di saliva e
indicando le sue scarpe disse:

"Lo so cosa hai fatto."

Petru finse di non cogliere e per quanto si sforzasse, non riusciva a
staccare gli occhi dal monitor.

"Ci ho messo dei giorni a leccare via la tua sborra secca."

A quell'affermazione guardò Luca negli occhi e qualcosa scattò nella
sua mente. Un istinto primordiale che non sospettava di possedere. Si
avvicinò e abbassandosi i pantaloni della tuta, gli mise davanti alla
faccia il membro. Il video che intanto scorreva, lo stava eccitando
così tanto che dalla fessura colava un filamento trasparente.

Davanti a questa reazione inaspettata, Luca perse parte della sua
baldanza. Si fissarono per qualche istante e fra di loro si svolse un
dialogo silenzioso che chiarì molti sospesi, concludendosi con una
certezza: era Petru a comandare.

"Prendilo in bocca."

Gli disse nuovamente di prenderlo in bocca, usando un tono più deciso.
Luca, con un po' di riluttanza, lo afferrò alla base e iniziò a
baciargli il glande. Quando le sue labbra entrarono in contatto con il
liquido trasparente, si fece più audace e in poco tempo si ritrovò con
un terzo dell'asta in bocca.

Petru si tolse la felpa e quando fu il momento dei pantaloni, gli
ordinò di sedersi sul letto. Decise di tenere le Nike. Si inginocchiò
tra le gambe dell'amico e con fare quasi esperto, ricambiò il favore.
Lo sentiva gemere senza pudore e forse, l'essersi masturbato mentre
lui era al telefono, non lo aiutò a durare.

Tenendo lo sperma in bocca, Petru si rimise in piedi e gli prese il
volto tra le mani. Senza che ci fosse bisogno di parole, Luca aprì la
bocca e lui ci riversò dentro l'eiaculazione. Poi raccolse quel poco
di saliva che gli era rimasta e la fece colare lentamente nella bocca
dell'amico.

Fu terribilmente erotico. Forse anche per Luca fu così, perché lo
sentì venire una seconda volta, spruzzando poche gocce sulla sua
gamba. L'organo di Petru vibrò più volte, aveva un disperato bisogno
di eiaculare. Per qualche istante gli sfiorò l'idea di penetrarlo ma
non si sentiva pronto e poi dubitava che l'amico si sarebbe spinto
fino a quel punto. Maledì Antonio per non aver assecondato il suo
desiderio. Decise di essere paziente, ci sarebbe stato tempo.

Ormai era chiaro che Luca provava una forte attrazione nei suoi
confronti. Sorrise pensando a tutte le occasioni che avrebbero avuto
per fare sesso. Aprì l'armadio e prese le vecchie Adidas nelle quali
di solito eiaculava.

[***]

Luca vide Petru andare all'armadio e prendere un vecchio paio di
Adidas consumate. Erano delle Forum Mid bianche con le strisce gialle,
non ricordò di avergliele mai viste ai piedi. Si avvicinò a lui e
allargando le stringhe fece aderire l'interno al suo volto. L'odore
famigliare di sperma secco gli aggredì le narici: respirò avidamente.
Tenendo la scarpa premuta contro il suo volto, lo costrinse a
sdraiarsi sul letto. Poi lo vide sedersi con le natiche appoggiate sul
suo sterno. Con le gambe gli bloccò le braccia, premendo le suole
delle Nike contro i suoi fianchi. Gli tolse la scarpa dalla faccia e
iniziò a sfregargli il glande contro le labbra.

Luca le dischiuse, quel tanto che bastava per far scivolare dentro la
punta. Rialzando il bacino con movimenti misurati, l'amico prese a
scopargli la bocca. Ogni tanto, per colpa della foga, spingeva un po'
troppo in profondità e sentiva mancargli il fiato. La posizione
scelta: seduto su di lui con le gambe che gli bloccavano i movimenti,
era un modo per affermare la propria dominanza. Luca lo capiva bene e
non si sentiva per nulla a disagio. Anzi, ai suoi occhi Petru era un
vero maschio alfa. I muscoli definiti che si tendevano a ogni spinta,
la sicurezza con la quale lo teneva bloccato e cosa più importante le
dimensioni del suo organo: erano tutte conferme. Le sue fantasie più
morbose si stavano realizzando e il pensiero di ciò che avrebbero
potuto fare insieme, gli fece avere un'altra erezione.

[***]

La tentazione di spingere in profondità era forte ma si ricordò della
fatica fatta per accogliere nella bocca l'organo di Antonio. Senza
contare l'inesperienza di Luca che però sembrava imparare in fretta.
Sentiva la lingua accarezzargli il frenulo. Dopo un po' capì di essere
vicino al limite.

"Sto per venire."

Il fatto che intendesse eiaculargli in bocca era sotto inteso.
Accompagnando l'orgasmo con un gemito sommesso, Luca lo sentì tendersi
e poi il liquido caldo e denso iniziò a ricoprirgli la lingua. Fu del
tutto naturale succhiargli il glande. Petru lo lasciò fare mantenendo
il contatto visivo. Fu un'eiaculazione molto intensa, forse cinque o
sei spruzzi.