Date: Sat, 14 May 2011 20:16:47 +0200
From: solostran1978 <solostran1978@gmail.com>
Subject: Autobus-2

Autobus-2

Disclaimer: This story is fiction. All persons depicted are just
names, all actions are fiction. It deals with sex between consenting
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[Encounters][Non-English]

Qualcuno mi tocca la gamba svegliandomi. Apro gli occhi e in piedi
accanto al materasso vedo due ragazzi: un medio orientale e uno di
colore. Le loro espressioni non sembrano amichevoli.

Quello di colore ha i capelli rasati a zero e anche se non avrà più di
vent'anni è grosso. Cazzo se è grosso. Sarà alto un metro e ottanta e
sicuramente fa palestra. Sotto i bermuda vedo il profilo della sua
nerchia e a giudicare dal rigonfiamento deve essere enorme. Il
mediorientale è sulla trentina e anche se è meno alto dell'altro ha
comunque un fisico massiccio.

"Chi sei ?"

A parlare è il medio orientale. Non so cosa rispondere. Scuoto il
ragazzo con i rasta che sta ancora dormendo accanto a me. Apre gli
occhi e mi sorride. Quando si accorge degli altri due non sembra per
nulla a disagio.

"Ciao ragazzi come va ?"

Realizzo che forse sono i padroni di casa.

"Luca lui chi è ?" Sento il suo nome per la prima volta e mi rendo
conto che non ci eravamo neppure presentati.

"Tranquilli è un amico"

Non so perché ma vorrei essere da un'altra parte.

"Perché ha su le mie scarpe ?"

Il medio orientale mi sta fissando i piedi, solo ora noto che anche
lui porta un paio di Adidas alte ma di colore blu.

"Dai Murad che problema c'e' ?"

Luca guarda quello di colore e muovendosi sulle ginocchia si avvicina a lui.

"Volevamo solo divertirci."

Gli slaccia i bermuda che cadono a terra e poi afferra con entrambe le
mani l'uccello più grosso che abbia mai visto.

"Perché non vi unite ?"

Le sue parole mi mettono a disagio. Il ragazzo di colore non dice
nulla, calcia via i bermuda e dopo essersi tolto la maglietta rimane
con solo le scarpe: un paio di Nike Shox nere. Murad si toglie la
maglietta. In mezzo al petto muscoloso ha una striscia di peluria che
scendendo lungo gli addominali diventa fittissima. L'altro forse si
rade perché anche sotto le ascelle è glabro.

Luca scopre il glande del nero inizia a baciarlo. Murad invece si
slaccia i jeans e lo tira fuori. A differenza del ragazzo di colore,
la sua verga circoncisa è coronata da una miriade di peli ricci e
scuri. I nostri occhi si incrociano per qualche istante e lui abbozza
un mezzo sorriso.

"Succhiamelo."

Il tono della voce è quasi minaccioso. Mi metto seduto e prima di fare
come vuole non posso fare a meno di guardagli le scarpe. Cazzo se solo
non avessi questa fissazione di merda. Il suo uccello è a pochi
centimetri dalla mia faccia. Gli abbasso i jeans in modo da vedere
anche lo scroto.

La pelle che gli ricopre il sesso è più scura e la forma perfetta dei
testicoli sono una tentazione troppo forte. Li prendo in bocca. Sono
madidi di sudore e la cosa mi eccita da morire. Dice qualcosa in arabo
e da come si accarezza il petto e l'addome capisco che la cosa gli sta
piacendo. Sento Luca gorgogliare e pur non riuscendo a vedere cosa
accade, immagino che l'altro gli stia ficcando l'uccello in gola.

Murad continua a parlarmi nella sua lingua senza rendersi conto che
non ho idea di cosa stia dicendo. Smetto di succhiargli lo scroto e
per qualche istante gli guardo la verga. E' un pò più piccola della
mia ma il glande è decisamente più sferico. Gli pulisco la cappella
con la lingua finché non è lucida, poi apro la bocca invitandolo a
ficcarlo dentro. Mi aspetto che lo spinga in profondità. Invece si
limita a fare avanti e indietro lasciando che la cappella sfreghi
contro le labbra.

Dopo un pò sento le mani di Luca sul culo. Cambio posizione mettendomi
a pecora. Murad, senza smettere di fottermi la bocca, si inginocchia
davanti a me. La lingua di Luca mi accarezza il buco. Un'ondata di
piacere mi travolge, tanto da farmi vibrare l'asta. Il ragazzo di
colore che nel frattempo era uscito dalla stanza torna con in mano un
tubetto di vaselina. Lo svita e dopo essersi messo un bel pò di
lubrificante nella mano se lo spalma sul cazzo.

Lui e Murad si scambiano uno sguardo d'intesa e capisco cosa succederà
da lì a poco. Le attenzioni di Luca si fanno più pressanti e alla fine
mi dilata l'ano quel tanto che basta per ficcarci dentro la lingua.
Prima di cedere il posto al ragazzo di colore mi prende in bocca le
palle. E' troppo. Vengo spruzzando su tutto il pavimento. Il colosso
nero si inginocchia dietro di me. Grazie al lubrificante il suo dito
medio entra senza trovare resistenze ma quando inizia ad allargarmi il
buco provo una fitta di dolore.

Murad lo tira fuori e alzandosi va verso Luca che prende subito il mio
posto. Lo vedo avventarsi sulla verga dell'arabo con foga ingoiandola
fino alla base. Nel frattempo il dito del nero mi sta saccheggiando il
retto e più di una volta devo mordermi il labbro per non farmi
scappare un gemito. Lo tira fuori giusto il tempo per spalmarci sopra
un pò di vaselina. Ogni tanto mi volto per guardarlo. Il suo corpo
sembra fatto d'acciaio. Oltre a non avere un filo di grasso, i
capezzoli sembrano due dischi d'ebano.

Inizia a sfregare il mostro che ha tra le gambe contro la mia fessura.
Poi senza alcun preavviso spinge la punta dentro al buco. Colto alla
sprovvista cerco di sottrarmi ma afferrandomi per le spalle mi
trattiene.  Quando l'ano si dilata provo una fitta terribile.
Spingendo butta fuori l'aria con un sibilo e in pochi istanti la sua
cappella ricoperta di vaselina è dentro di me. Per quanto mi è
possibile cerco di allargare il retto.

Lo sento spingere ancora.

"Aspetta cazzo.."

Usando il peso del corpo mi schiaccia sul pavimento. Gli oppongo
resistenza ma i suoi muscoli si tendono, rendendomi impotente.
Stringendo le gambe contro i miei fianchi, spinge di nuovo. Il
contatto con la sua pelle sudata mi eccita ma non posso ignorare il
dolore che provo mentre il suo organo avanza. Lo sento grugnire nel
tentativo di arrivare in profondità.

Appoggiando le mani sulla mia schiena inizia a dare dei colpi secchi.
Il dolore è così intenso che non posso fare a meno di gridare, allora
mi mette una mano sulla bocca cercando di smorzare i miei lamenti. Ne
approfitto per tentare un'altra volta di liberarmi, ma mi afferra la
nuca e stringendo con forza mi tiene schiacciato a terra. Ho come la
sensazione che mi stia impalando.

Dopo l'ennesima spinta si ferma. Luca continua a succhiare l'uccello
di Murad ed entrambi non sono minimamente interessati a quanto mi sta
accadendo. Il retto si contrae nel vano tentativo di espellere quel
corpo estraneo e ad ogni contrazione mi si mozza il fiato. Per quanto
impossibile sembra che la sua verga diventi ogni secondo più grande.
Rimane fermo sopra di me per diversi minuti, poi inizia a muoversi
lentamente continuando a tenere le gambe strette contro i miei
fianchi.

Il dolore diventa meno acuto ma continua a tormentarmi. Ad ogni spinta
butta fuori l'aria rumorosamente. L'unica cosa che posso fare è
sperare che venga in fretta. La mia è una speranza vana. Dopo quella
che mi pare essere un'eternità il mio corpo si abitua a questa tortura
e gradualmente i muscoli delle gambe e della schiena iniziano a
rilassarsi. Lui, rendendosi conto che non c'è più necessità di tenermi
fermo, allenta la presa. Ciò nonostante non accenna ad aumentare il
ritmo.

Lo sento uscire da me. Rimango fermo per qualche istante provando una
sensazione di liberazione assoluta. Mi prende per i fianchi girandomi
sulla schiena. Sono troppo stanco per opporgli resistenza e se anche
non lo fossi so che sarebbe inutile. Lo guardo mentre con la mano si
spalma dell'altro lubrificante sulla verga.

Cazzo sarà lunga come il mio avambraccio. Vedendo la mia espressione
stupita sorride mettendo in mostra i denti bianchissimi. Mi passo la
mano sul buco dolorante e lo sento ancora allargato. Mentre lo faccio
osservo con attenzione il ragazzo di colore. Il suo corpo è ricoperto
da una patina di sudore che rende la sua pelle scura lucida. L'assenza
di peli lo rende simile ad una statua e le fattezze perfette dei suoi
muscoli accrescono questa impressione.

Allungo una mano cercando di toccargli l'addome. Lui la scansa
continuando a sorridermi. Nei suoi occhi leggo una muta
determinazione. Capisco che non ha ancora finito con me. Il suo
desiderio di dominarmi sessualmente non è ancora sazio e d'altra parte
io non riesco a trovare ragioni per oppormi. Anzi, improvvisamente
voglio che mi penetri nuovamente facendomi sentire tutta la sua forza.

Come se potesse leggermi nella mente mi rialza il bacino guidando la
sua asta dentro di me. La sento scorrere nel mio corpo e accompagno la
sua avanzata con un gemito di piacere. Metto le gambe sulle sue spalle
inarcando la schiena. Lui si china su di me e afferrandomi le spalle
inizia a muoversi. Il suo viso è a pochi centimetri dal mio. Cerco di
baciarlo mentre aumenta il ritmo. Le nostre bocche si incontrano per
qualche istante.

Gli accarezzo la schiena e sotto le dita sento i muscoli che si
tendono ad ogni spinta. Afferrandogli le natiche lo tiro verso di me,
vorrei che entrasse dalla testa ai piedi dentro al mio corpo. Per la
prima volta lo sento ansimare di piacere. Schiaccia il suo corpo
contro il mio e tenendomi ben saldo diventa una furia. Ora si che mi
sento completamente dominato e la cosa mi da un piacere totale. Spero
che la cosa duri e infatti lui sembra instancabile.

Lo sento muggire di piacere e poco dopo il mio retto viene innondato
dal suo seme. Come un fiume in piena continua a scorrere anche quando
lo tira fuori. Con la mano guida il getto sul mio sesso flaccido e poi
sul mio addome. Lo sperma denso e caldo mi ricopre la verga e la parte
bassa del pube. Rimane immobile per qualche istante contemplando la
sua opera. Poi con la mano mi spalma il seme sulla pancia e sui
testicoli.

Quando finalmente si mette seduto vedo la sua verga ancora eretta.
Dalla punta continua a colare un filamento di sborra. Mi avvicino a
lui e tirando fuori la lingua e raccolgo il frutto della sua virilità.
Lui prende una delle lattine di birra che avevamo avanzato e inizia a
bere. Cerco di stringere il buco per tenere dentro ciò che vi ha
depositato ma mi rendo conto di non riuscirci.

Ora che è tutto finito mi rendo conto che accanto a noi ci sono Luca e
Murad. Ognuno ha in bocca il sesso ell'altro e sembrano troppo
impegnati per degnarci di attenzione. Torno a guardare il ragazzo di
colore che incurante di tutto sta recuperando le forze.

"Come ti chiami ?"

Lui mi guarda per qualche minuto prima di rispondere. "Simon." Parla
con un forte accento americano.