Date: Mon, 20 Jul 2015 18:41:30 +0200
From: solostran1978 <solostran1978@gmail.com>
Subject: Rifiuti Umani 4

Disclaimer: This story is fiction. All persons depicted are just
names, all actions are fiction. It deals with sex between consenting
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[Encounters][Non-English]

Poco fuori la sala giochi Petru incontrò di nuovo il ragazzo con i
buffi occhiali da sole. Era appoggiato a una Mercedes, come se stesse
aspettando qualcuno. Da come reagì vedendolo, sospettò che forse stava
aspettando proprio lui.

"Ciao. Sei un amico del fratello di Murad, vero?"

"Perché?"

Petru fu sul punto di mandarlo a quel paese ma voleva sapere che cosa
avesse a che fare con Amir.

"Sì."

"Lo sai che sei proprio carino?"

L'approccio diretto dell'altro lo colse alla sprovvista. A parte
l'abbigliamento non era male. Il tipico ragazzo mediterraneo con
capelli ricci, carnagione abbronzata e occhi scuri. Inoltre sotto la
camicia attillata era ben visibile il lineamento dei pettorali.

"Dove devi andare? Se vuoi ti posso dare un passaggio."

Petru esitò un attimo. Davanti al suo silenzio lo sconosciuto si fece coraggio.

"Non preoccuparti, a me piace succhiarlo."

La macchina procedeva abbastanza spedita. Petru, seduto accanto
all'italiano, si chiedeva dove fossero diretti. Mentre guidava,
l'altro lo divorava con gli occhi e ogni tanto allungando la mano, gli
accarezzava l'interno coscia. In un primo momento quel tocco lo mise
in allarme, poi cominciò a rilassarsi. Non aveva l'aria del maniaco e
i suoi modi erano gentili. Arrivati in una zona deserta parcheggiarono
sotto un cavalcavia. Intorno non c'era anima viva. Spenta la macchina
il ragazzo gli mise la mano sul pacco e prese ad accarezzarlo
lentamente. Quell'approccio così diretto lo fece sobbalzare.

"Tranquillo, vedrai che ti piacerà."

Già durante il tragitto il sesso di Petru aveva iniziato a
inturgidirsi e ben presto, da sotto i pantaloni della tuta, fu
possibile distinguerne il profilo. L'italiano passò ad accarezzargli
l'addome.

"Posso?"

Petru sentiva il cuore martellargli nelle orecchie. Al suo cenno
affermativo gli infilò la mano sotto la felpa toccandogli la pelle. Il
contatto con il palmo caldo e morbido, gli fece provare un piacere
inaspettato. Poi senza chiedere, l'italiano gli tirò su i vestiti e
prima che potesse dire qualcosa, sentì le sue labbra sul capezzolo. Il
sesso rispose allo stimolo con una vibrazione. Ora l'unica cosa che
desiderava era liberarlo dalla prigione di tela in cui si trovava.
Alzò il bacino e fece scivolare i pantaloni della tuta fino alle
ginocchia.

Il sedile freddo gli fece venire la pelle d'oca.

L'altro si staccò dal capezzolo e chinandosi gli baciò il pube. Petru
era così eccitato che quasi non riusciva a deglutire. Lo vide tirare
indietro la pelle che gli ricopriva il glande, poco dopo la bocca
calda si chiuse sul suo organo. Fu colto da un'ondata di sensazioni
che lo mandarono in estasi. Ancora non riusciva a credere che gli
stesse succedendo davvero.

Chiuse gli occhi facendo vagare la mente. Uno dei ricordi che si
delinearono fu un episodio accaduto tempo prima a scuola. Quando Luca,
non avendo un paio di mutande di riserva, dopo l'ora di educazione
fisica decise di farne a meno. Per il resto della giornata si era
lamentato del sesso che sfregava contro la tela dei jeans,
procurandogli un'erezione. Cercando di non farsi scoprire, Petru aveva
passato il tempo guardando il rigonfiamento. Nella sua fantasia gli
liberava l'asta per poi succhiarla. Si rese conto che era la seconda
volta, nel giro di due giorni, che si trovava a fantasticare
sull'amico.

Nelle sue fantasie era lui ad avere un ruolo attivo, anche se non
aveva la minima idea di come fare. Nei video porno sembrava tutto così
facile e naturale. Una volta aveva provato a infilarsi un cetriolo
nell'ano ma riuscì solo a farsi un gran male. L'italiano era arrivato
con le labbra alla base del sesso. La punta toccava il fondo della
gola e Petru si chiese come riuscisse a respirare. Si abbandonò al
piacere finché non lo sentì rimettersi dritto per slacciarsi i jeans.
Si guardò tra le gambe. Forse era una sua impressione, oppure il fatto
che glielo stessero succhiando, ma non ricordava di aver mai avuto
un'erezione tanto grande. La pelle si era ritratta completamente e il
frenulo era tirato al massimo.

Diede un'occhiata a come fosse messo quello dell'altro. Dalle mutande
lo vide tirare fuori una verga grande più o meno come la sua, anche se
non completamente eretta. Usando la mano sinistra per masturbarsi,
l'italiano si chinò nuovamente sul suo sesso. Con la lingua gli
accarezzava la base del glande, per poi ritrarsi e farlo sfregare
contro le labbra. Petru iniziò a gemere come aveva visto fare nei
video porno. La cosa sembrava eccitare l'italiano, perché iniziò a
masturbarsi con più forza. Usando un po' della sua stessa saliva, si
lubrificò l'organo che giunto a completa erezione, era diventato ben
più grosso di prima.

Petru stimò che fosse almeno cinque centimetri più lungo del suo.
Guardando quella cosa così grossa e piena di vene, provò
l'irresistibile voglia di toccarla. Attese che l'italiano si chinasse
di nuovo e poi, allungando la mano, la prese tra le dita. Sentii il
calore del sangue che vi pulsava dentro. L'altro lasciò che fosse lui
a masturbarlo. Era il minimo che potesse fare per ripagarlo del
piacere che gli stava dando. Chiuse le dita intorno alla verga e
iniziò a darsi da fare. Ben presto dalla punta iniziò a colare del
liquido trasparente e appiccicoso che usò per inumidirsi le dita.

Ormai l'italiano, perso ogni ritegno, gli stava succhiando la punta
come fosse stata una mammella. Petru sentì che era prossimo a
esplodere. Glielo disse ma anziché rallentare, quell'altro diventò
ancora più vorace. Decise di fare lo stesso, masturbandolo più
velocemente. In pochi istanti dalla verga dell'italiano iniziò a
uscire una marea di sperma. Il primo getto fu così violento da finire
sul cruscotto. Gli altri si sparsero un po' dappertutto. La potenza di
quell'eiaculazione lo eccitò talmente, da farlo venire a sua volta.
L'italiano ingoiò il suo seme come se stesse bevendo da una fontana e
per quanto poteva sentire, era veramente un torrente in piena.

Esausto dall'eiaculazione lasciò andare la verga. Aveva le dita
coperte di sperma e istintivamente se le pulì nella felpa. L'altro
prese dal vano porta oggetti dei fazzoletti di carta e cercò di dare
una ripulita. Rimasero in silenzio per qualche minuto, poi l'italiano
disse:

"Sei stato fantastico."

Petru non si era ancora ripreso dall'orgasmo. Il ragazzo buttò fuori
dal finestrino i fazzoletti sporchi e prima di ripartire si
rivestirono. Lungo il tragitto non parlarono. L'italiano sembrava
decisamente soddisfatto, mentre nella mente di Petru stavano
turbinando mille pensieri. Quell'esperienza l'aveva sconvolto ed
eccitato al tempo stesso. Sentiva di aver fatto qualcosa di sbagliato
ma il piacere provato era ben superiore al senso di colpa.

"Dove ti lascio?"

Quella domanda interruppe il filo dei suoi pensieri.

"Vicino alla sala giochi."

Parcheggiarono più o meno nel punto dove si erano incontrati. Petru
fece per scendere dalla macchina.

"Aspetta."

L'italiano prese dalla tasca della giacca un pezzo di carta e ci
scrisse sopra qualcosa. Poi tirò fuori il portafogli. Petru lo fissava
senza capire cosa stesse facendo. Ben presto si trovò in mano 50 euro
e il pezzo di carta su cui era scritto un numero di cellulare e un
nome: Antonio.

"Quello è il mio numero di cellulare. Quando hai voglia, basta che mi
fai uno squillo."

Stordito da quanto era appena accaduto aprì la portiera.

"Come ti chiami?"

Petru lo fissò per qualche istante e poi gli disse il suo nome. Sceso
dalla macchina prese lo zaino dal sedile posteriore e senza rendersi
conto di ciò che lo circondava si diresse verso casa. Non vide che a
pochi metri da lui Murad e i suoi amici lo stavano fissando con ghigno
divertito.